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Più di una semplice squadra: perché il Barça va oltre il calcio

17 gennaio 1968. Narcís de Carreras assume la presidenza dell’FC Barcelona. Nel suo discorso di insediamento pronuncia una frase che cambierà per sempre l’identità del club: «El Barça es més que un club», «Il Barça è più di un club». Cinquantotto anni dopo, queste sei parole rimangono il motto ufficiale del club, ricamate sulle poltrone del Camp Nou e presenti in tutta la comunicazione istituzionale.

Questa formula sintetizza una realtà di lunga data: il FC Barcelona non è solo una società sportiva, ma anche un simbolo dell’identità catalana, un attore politico implicito e un’istituzione culturale. Questo articolo ripercorre l’origine del motto, il suo radicamento storico e ciò che esso rappresenta concretamente oggi.

più di un semplice club, foto dello stadio
Camp Nou, FC Barcelona

1968: il discorso programmatico di Carreras

Il 17 gennaio 1968, Narcís de Carreras assunse la carica di presidente dell'FC Barcelona dopo l'elezione che lo vide contrapposto a diversi candidati. Avvocato catalano di grande prestigio ed ex dirigente di diverse aziende locali, tenne un discorso di insediamento che è passato alla storia. Al centro del suo intervento, questa semplice frase: “Som més que un club”, “Siamo più di un club”.

L'espressione catalana «Més que un club» viene immediatamente ripresa dai media, dai tifosi e dalle istituzioni interne. Essa sintetizza un'intuizione condivisa da molti da tempo, ma mai formulata in modo così chiaro. Nel giro di poche settimane diventa uno slogan istituzionale, per poi trasformarsi in un vero e proprio motto ufficiale.

Lo stesso Carreras rimarrà presidente solo per circa un anno, fino al 1969. Il suo contributo all’identità del club, tuttavia, sarà duraturo. Per il contesto generale di quel periodo cruciale, si veda il nostro articolo sulla storia dell’FC Barcelona. La fine degli anni ’60 segna l’inizio di un’affermazione identitaria più consapevole da parte del club.

Il contesto franchista che rende necessaria questa frase

1968. La Spagna è ancora sotto il regime franchista. Il regime, al potere dal 1939, controlla l’espressione pubblica, vieta la lingua catalana a scuola e nelle istituzioni, sopprime le libertà regionali. In questo contesto, l’FC Barcelona è uno dei pochissimi spazi in cui si può parlare catalano ad alta voce, in cui si può cantare in catalano, in cui si può manifestare un’identità non castigliana.

Dire «Més que un club» nel 1968 significava rivendicare questa dimensione. Senza citare esplicitamente la politica, senza opporsi frontalmente al regime, ma affermando che il Barça è più di una semplice squadra di calcio. Questa formulazione prudente permetteva al club di mantenere questa linea senza attirarsi le ire del potere, pur inviando un segnale chiaro ai propri tifosi.

Il ruolo politico implicito del Barça risale, del resto, a ben prima del 1968. Già dagli anni ’20, il club era considerato uno dei baluardi dell’identità catalana di fronte a uno Stato spagnolo centralizzatore. La formula di Carreras descrive una realtà di lunga data, senza però nominarla troppo esplicitamente.

L'iconico tifo «Mes que un club»
L'iconico tifo «Mes que un club»

Prima del 1968: Sunyol e la memoria dei martiri

La storia politica del Barça è più lunga del suo motto. Nel 1936, all’inizio della guerra civile spagnola, il presidente Josep Sunyol, membro eletto della Generalitat della Catalogna, fu arrestato e giustiziato dalle truppe franchiste nei pressi di Madrid. Il suo corpo non è mai stato ritrovato. Questo episodio ha segnato profondamente il club e ha fatto di Sunyol una figura martiriale che viene regolarmente commemorata.

Durante il franchismo, la sede del club viene confiscata, alcuni documenti vengono bruciati e diversi giocatori e dirigenti sono costretti all’esilio. Il Barça deve imparare a convivere con un regime che non appoggia, senza però potersi opporre apertamente. Questo periodo forgia una memoria collettiva che renderà immediatamente comprensibile la formula di Carreras quando verrà introdotta nel 1968.

Anche altri club catalani (in particolare l’Espanyol) hanno attraversato questo periodo, ma nessuno ha incarnato quanto il Barça la dimensione simbolica di un attaccamento regionale. Lo status di club popolare, gestito democraticamente dai propri soci, ha contribuito a questa identificazione. Per un quadro più ampio, consulta il nostro articolo completo sulla storia del club.

Cruyff, Jordi e il consolidamento del simbolo

L'arrivo di Johan Cruyff come calciatore nel 1973 rafforza ulteriormente l'identità del club. L'olandese rifiuta pubblicamente il Real Madrid, evocando il suo legame storico con il franchismo. Alla nascita di suo figlio nel 1974, insiste per chiamarlo Jordi, in riferimento al santo patrono della Catalogna, nonostante il divieto di nomi catalani all'anagrafe. Per questi momenti fondamentali, consulta il nostro ritratto di Cruyff al Barça.

Anche il 5-0 al Bernabéu nel febbraio 1974, nella tana del rivale storicamente legato al potere centrale, assume una dimensione simbolica. Lo sport e l’identità si intrecciano, e la formula «Més que un club» trova in quei momenti una concretezza che va ben oltre le parole di Carreras.

Con la morte di Franco nel 1975 e la transizione democratica spagnola, la dimensione politica implicita del Barça avrebbe potuto indebolirsi. Al contrario, si è consolidata. La Catalogna ha riottenuto le sue istituzioni regionali e la sua lingua ufficiale, e il Barça ha naturalmente accompagnato questa rinascita istituzionale.

La bandiera catalana, simbolo dell'identità del club
La bandiera catalana, simbolo dell'identità del club

L'apertura al mondo, la fondazione e l'UNICEF

A partire dagli anni 2000, il club ha ampliato la portata del proprio motto. La Fondazione FC Barcelona, creata nel 1994, sviluppa programmi educativi e sportivi in tutto il mondo. Nel settembre 2006, il club ha firmato un accordo storico con l’UNICEF: per cinque stagioni, la maglia blaugrana sfoggerà il logo dell’agenzia delle Nazioni Unite, senza alcun compenso economico. Il Barça versa addirittura 1,5 milioni di euro all'anno all'UNICEF.

Questo accordo segna una svolta. Mentre tutte le altre squadre europee vendono le loro maglie al miglior offerente, il Barça sceglie di donarle a una causa umanitaria. La stampa internazionale plaude a questo gesto, che concretizza il motto «Més que un club» sul piano sociale, e non più solo in ambito catalano.

Questa politica cambia a partire dal 2011, quando il club firma accordi di sponsorizzazione di notevole entità con la Qatar Foundation e poi con la Qatar Airways. L’UNICEF non è più lo sponsor principale, ma diventa lo sponsor sul retro della maglia. Il dibattito sulla coerenza tra il motto dichiarato e le scelte commerciali si fa quindi strada negli spogliatoi e nei media catalani.

Cosa significa oggi essere un club?

Nel 2026, questo motto assume diverse dimensioni concrete. In primo luogo, lo status associativo: il Barça rimane uno dei pochi grandi club europei a funzionare secondo un modello basato sui socios (soci-proprietari) con elezione presidenziale. In secondo luogo, il radicamento catalano: il club sostiene apertamente la promozione della lingua e della cultura catalane. In terzo luogo, l’impegno sociale attraverso la Fondazione.

In quarto luogo, la formazione dei giovani attraverso La Masia, che va oltre l’aspetto puramente sportivo per integrare anche aspetti educativi. In quinto luogo, la diffusione internazionale, con scuole di calcio certificate in diverse decine di paesi. Per quanto riguarda la formazione dei giovani, si veda il nostro articolo su La Masia.

È proprio questa molteplicità di sfaccettature a spiegare la longevità dello slogan. Mentre molti slogan di marketing perdono di efficacia nel giro di pochi anni, «Més que un club» è rimasto vivo dal 1968 perché si presta a molteplici interpretazioni, ognuna delle quali trova una concretizzazione nella vita del club.

Barcellona, una città appassionata della sua squadra
Barcellona, una città appassionata della sua squadra

Un motto messo in discussione dalla modernità

Questa strategia non è priva di contraddizioni. La firma di contratti di naming con Spotify per il Camp Nou (Spotify Camp Nou dal 2022), le successive sponsorizzazioni con entità straniere e la massimizzazione della commercializzazione della maglia sono tutte scelte che mettono in discussione la coerenza con lo storico motto «Més que un club». Una parte dei tifosi ritiene che il club si sia allontanato dalla sua essenza.

Altri sottolineano che il Barça, come tutte le moderne istituzioni sportive, deve pareggiare i conti e finanziare un progetto sportivo oneroso. La crisi finanziaria del club, in atto dal 2020, con un debito che supera il miliardo di euro, impone compromessi che non sarebbero stati accettati ai tempi di Carreras. Il dibattito rimane aperto, e questo stesso fatto è la prova che il motto continua a plasmare il pensiero istituzionale del club.

Il dibattito catalano, particolarmente acceso sin dalle tensioni politiche del 2017 legate al referendum sull’indipendenza, riporta regolarmente in primo piano la questione identitaria. Il Barça continua a essere percepito, che lo voglia o no, come un attore di questa discussione. Il motto «Més que un club» continua quindi a svolgere il suo ruolo, sessant’anni dopo la sua creazione.

Da ricordare

  • Il motto «Més que un club» fu ufficializzato il 17 gennaio 1968 durante il discorso di insediamento di Narcís de Carreras.
  • Durante il franchismo (1939-1975), il Barça era uno dei pochi spazi in cui si poteva esprimere l'identità catalana.
  • L'esecuzione del presidente Josep Sunyol da parte delle truppe franchiste nel 1936 ha lasciato un segno indelebile nella memoria collettiva del club.
  • L'arrivo di Johan Cruyff nel 1973 e il 5-0 al Bernabéu nel 1974 rafforzarono il valore simbolico del club.
  • L'accordo storico con l'UNICEF del 2006 (logo sulla maglia senza compenso) concretizza il motto sul piano sociale.
  • Oggi, «Més que un club» abbraccia cinque aspetti: soci, identità catalana, impegno sociale, formazione e proiezione internazionale.
  • Questo motto viene messo in discussione dalle recenti scelte commerciali (nome, sponsor), ma rimane un elemento fondamentale per l'identità del club.

Per approfondire

La dimensione identitaria del Barça si riflette in diverse storie che abbiamo documentato. Vi consigliamo i nostri articoli sulla storia completa dell'FC Barcelona, sull'origine dei colori blaugrana, su Cruyff e il consolidamento del simbolo, e su La Masia e la formazione alla maniera del Barcellona.

Domande frequenti

Cosa significa «Més che un club»?

“Més que un club” significa in catalano “Più di un club”. È il motto ufficiale dell’FC Barcelona dal 1968. Esprime l’idea che il club non si limiti alla sua attività sportiva: esso racchiude anche una dimensione identitaria catalana, sociale e culturale che va ben oltre il calcio.

Chi ha coniato lo slogan «Més que un club»?

Il motto fu ufficializzato da Narcís de Carreras durante il suo discorso di insediamento come presidente dell'FC Barcelona, il 17 gennaio 1968. L'avvocato catalano pronunciò la frase «Som més que un club», che sintetizza un'intuizione condivisa da tempo dai tifosi e dai dirigenti del club.

Perché il Barça è più di una semplice squadra?

Diversi motivi: lo statuto associativo gestito dai soci, il radicamento nell'identità catalana (lingua, cultura, storia), il ruolo svolto durante il franchismo come spazio di libertà, l'impegno sociale attraverso la Fondazione e la risonanza internazionale. Questi aspetti sono rimasti a lungo impliciti prima di essere formalizzati nel 1968.

Qual è il legame tra «Més que un club» e l’UNICEF?

Nel settembre 2006, il Barça ha siglato un accordo storico con l’UNICEF: il logo dell’agenzia delle Nazioni Unite compare sulla maglia blaugrana senza alcun compenso economico, anzi, il club versa all’organizzazione 1,5 milioni di euro all’anno. Questa iniziativa concretizza la dimensione sociale del motto. Dal 2011, l’UNICEF è diventato sponsor sul retro della maglia.

Il motto «Més que un club» è ancora attuale?

Sì, rimane il motto ufficiale del club ed è ricamato sulle poltrone del Camp Nou. Tuttavia, viene messo in discussione da alcune recenti scelte commerciali, come la denominazione «Spotify Camp Nou» o le successive sponsorizzazioni con il Qatar e poi con altre entità. Il dibattito sulla coerenza tra motto e strategia è di per sé una prova della vitalità di questo motto.

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