11 luglio 2010, stadio Soccer City di Johannesburg. Iker Casillas, capitano della Spagna, solleva il trofeo della Coppa del Mondo dopo la vittoria per 1-0 contro l’Olanda, grazie al gol decisivo di Andrés Iniesta nei tempi supplementari. A 29 anni, diventa il primo capitano spagnolo campione del mondo della storia. Questo articolo ripercorre la carriera di Casillas, dal ragazzino di Móstoles entrato a La Fábrica a 9 anni al portiere con tre Champions League e la tripletta internazionale 2008-2010-2012.
La carriera di Casillas si riassume in una fedeltà fuori dal comune e in un palmares vertiginoso. Sedici stagioni nella prima squadra del Real Madrid, 725 partite ufficiali, cinque titoli di Liga, tre Champions League, oltre a una Coppa del Mondo e due Europei consecutivi con la Roja. Un caso unico nel calcio spagnolo moderno e, semplicemente, uno dei più grandi portieri della storia della Liga.
Da Móstoles a La Fábrica
Iker Casillas Fernández è nato il 20 maggio 1981 a Móstoles, nella periferia sud-occidentale di Madrid. Figlio di una famiglia modesta (suo padre è un impiegato comunale, sua madre una parrucchiera), ha iniziato a giocare a calcio da giovanissimo nelle squadre di quartiere. All'età di nove anni, nel 1990, entra a far parte delle squadre giovanili del Real Madrid, dove le sue doti di portiere vengono subito notate dai talent scout de La Fábrica.
Durante tutta la sua adolescenza, ha scalato i ranghi del centro di formazione del Real Madrid. Allievi, giovanili, squadra C, squadra B (Castilla). La sua crescita è costante, la sua serietà è apprezzata da tutti gli allenatori che lo seguono. Sviluppa le qualità che definiranno la sua carriera: riflessi eccezionali, senso della posizione, lettura del gioco avversario, freddezza nei rigori e nei uno contro uno.
Questo percorso formativo di lunga durata è tipico della scuola «La Fábrica», dove l’apprendimento del gioco si protrae per anni prima dell’ingresso in prima squadra. Per capire come funziona questo centro che ha sfornato così tanti grandi calciatori, il nostro approfondimento su «La Fábrica» e il settore giovanile del Real Madrid ne ripercorre l’intera storia.
Il debutto in prima squadra a 18 anni
Il 12 settembre 1999, Iker Casillas entra a far parte della prima squadra del Real Madrid in occasione di una partita di Liga contro l’Athletic Bilbao a San Mamés. Ha 18 anni e tre mesi. Sotto la guida dell’allenatore John Toshack, viene schierato titolare a causa di alcuni contrattempi nella gerarchia dei portieri, e il Real si impone per 2-1. Pochi mesi dopo, il 24 maggio 2000, disputa la finale di Champions League a Saint-Denis contro il Valencia (3-0), a soli 19 anni. Un ingresso nella corte dei grandi di estrema precocità.
Le prime stagioni sono state altalenanti: titolare per un certo periodo, poi messo da parte a causa del ritorno in forma di César Sánchez, è tornato in panchina, prima di riconquistarsi il posto. In quel periodo, il ruolo di portiere titolare non era ancora definitivamente assicurato. Ma Casillas migliorava ad ogni occasione, e il suo potenziale era unanimemente riconosciuto sia all’interno che all’esterno della squadra.
Il 2002 cambierà tutto.

La finale di Glasgow del 2002 e la Nona
15 maggio 2002, finale di Champions League all'Hampden Park di Glasgow. Real Madrid contro Bayer Leverkusen. César Sánchez è titolare, ma si infortuna al 68'. Vicente Del Bosque fa entrare Casillas, che non aveva giocato la partita. Il giovane portiere effettua quindi tre parate decisive nel finale di partita (in particolare su Lucio e Ulf Kirsten), preservando la vittoria per 2-1 ottenuta grazie al gol al volo di Zinédine Zidane. Il Real conquista la sua nona Coppa dei Campioni e Casillas si afferma come eroe della finale.
A partire dalla stagione 2002-2003, diventa progressivamente il numero uno indiscusso del Real Madrid. La sua precocità, la sua calma tra i pali e la sua capacità di compiere parate di livello mondiale nei momenti decisivi gli valgono ben presto il soprannome di «San Iker» (San Iker) tra i tifosi madridisti.
La stagione 2002-2003 si conclude con la conquista del titolo di Liga, con Casillas ormai titolare. La sua fedeltà al club e al ruolo si consoliderà nel corso di oltre un decennio, rendendolo uno dei portieri più iconici della storia della Liga moderna.
Il palmares del Real Madrid
In 16 stagioni nella prima squadra, Casillas ha collezionato 725 presenze ufficiali in tutte le competizioni con la maglia del Real Madrid, un totale che lo colloca tra i giocatori con più presenze nella storia del club. Per quanto riguarda i trofei: cinque titoli di Liga (2001, 2003, 2007, 2008, 2012), tre Champions League (2000, 2002, 2014), due Coppe di Spagna (2011, 2014), oltre a diverse Supercoppe di Spagna e alla Coppa del Mondo per club del 2014.
La Décima, la decima Coppa dei Campioni del club, viene conquistata nel 2014 a Lisbona contro l’Atlético Madrid (4-1 dopo i tempi supplementari). Casillas, allora alla sua quattordicesima stagione in prima squadra, solleva nuovamente il trofeo a 33 anni. Una consacrazione simbolica che pone fine all’attesa di dodici anni tra la Nona del 2002 e la Decima tanto desiderata dal club.
Nel 2010, dopo l'addio di Raúl, è diventato ufficialmente capitano del Real Madrid, carica che ha ricoperto fino alla sua partenza nel 2015. Il suo rapporto con la fascia di capitano, il club e i tifosi incarna la fedeltà madridista di un giocatore cresciuto a La Fábrica e rimasto nell'istituzione per oltre vent'anni (compreso il periodo delle giovanili).
Capitano della Roja, tre volte campione
Con la nazionale spagnola, Iker Casillas ha vissuto il decennio più glorioso della storia della Roja. Campione d’Europa nel 2008 in Austria-Svizzera, campione del mondo nel 2010 in Sudafrica, campione d’Europa nel 2012 in Polonia-Ucraina. Tre trofei internazionali consecutivi, un’impresa mai realizzata prima da una nazionale.
Casillas è il capitano in tutte e tre le competizioni. Ai Mondiali del 2010, conclude la finale contro l'Olanda con una parata decisiva su Arjen Robben nel secondo tempo, quando il punteggio è ancora fermo sullo 0-0. Il gol di Andrés Iniesta ai supplementari (116° minuto) gli permette di diventare il primo capitano spagnolo a sollevare il trofeo della Coppa del Mondo, al Soccer City davanti a 84.490 spettatori.
Dal punto di vista statistico, conclude la sua carriera internazionale con 167 presenze nella nazionale spagnola, uno dei record più alti nella storia della Roja. Il suo palmares lo rende uno dei più grandi portieri del decennio 2000-2010, da annoverare tra i grandi come Gianluigi Buffon o Manuel Neuer nelle rispettive generazioni.

Il finale complicato al Real Madrid
A partire dalla stagione 2012-2013, il rapporto tra Iker Casillas e l'allenatore José Mourinho si deteriora pubblicamente. L'allenatore portoghese relega il suo capitano in panchina in campionato a favore di Diego López, ingaggiato nel gennaio 2013. Casillas continua comunque a giocare la Coppa di Spagna e la Champions League, ma l'atmosfera nello spogliatoio diventa pesante. Una polemica molto discussa a Madrid, che divide soci e osservatori.
Dopo la partenza di Mourinho nell'estate del 2013, Carlo Ancelotti lo reinserisce come titolare nelle competizioni a eliminazione diretta. Casillas è parte integrante della squadra che vince la Décima nel 2014, oltre alla Coppa di Spagna e alla Coppa del Mondo per club nello stesso anno. Ma il suo posto rimane precario, e la concorrenza con Diego López e poi con Keylor Navas (arrivato nel 2014) non facilita le cose.
L'estate del 2015 segna la sua partenza. A 34 anni, Casillas lascia il Real Madrid dopo 25 anni trascorsi nel club (compresa la formazione giovanile). Viene svincolato dalla dirigenza, firma un contratto con l'FC Porto e saluta tutti con una conferenza stampa particolarmente commovente, durante la quale non riesce a trattenere le lacrime davanti ai giornalisti.
Il passaggio al FC Porto
Casillas si è trasferito al FC Porto nel luglio 2015 con un trasferimento stimato in 1 milione di euro. Vi è rimasto per quattro stagioni (2015-2019) e ha disputato 156 partite ufficiali in tutte le competizioni. In Portogallo ritrova la continuità, vince una Supercoppa del Portogallo nel 2018 e rimane un titolare indiscusso in una Liga NOS dominata da Benfica e Porto.
Il suo periodo in Portogallo è stato molto apprezzato dai tifosi del Porto per la sua professionalità e la sua semplicità. Rimane inoltre legato alla nazionale spagnola, di cui è stato un pilastro storico, pur non riuscendo a riconquistare un posto da titolare dopo il 2014.
Per quanto riguarda la nazionale, ha disputato la sua ultima partita nel 2016, dopo gli Europei giocati in Francia, dove la Spagna è stata eliminata agli ottavi dall’Italia. Una conclusione della carriera internazionale più modesta rispetto ai suoi momenti di gloria, ma che non sminuisce affatto l’eccezionale bilancio dei suoi anni con la Roja.

L'infarto del 2019 e il pensionamento
1° maggio 2019. Durante un allenamento con l’FC Porto, Iker Casillas è colpito da un infarto acuto del miocardio. Viene immediatamente trasportato in un ospedale della città, dove viene sottoposto a cure d’urgenza. La diagnosi è grave: si tratta di un grave evento cardiaco, e la sua carriera da calciatore professionista viene immediatamente messa in discussione. A 37 anni, il suo corpo gli manda un segnale che non può ignorare.
Per oltre un anno ha cercato di tornare, sperando in un ritorno in campo almeno simbolico, senza però riuscire a riprendere concretamente le competizioni di alto livello. Il 4 agosto 2020, all’età di 39 anni, ha annunciato ufficialmente il suo ritiro dal calcio professionistico da Porto, con un commovente messaggio pubblico rivolto ai suoi tifosi e ai suoi ex compagni di squadra.
Dopo il ritiro, Casillas continua a dedicarsi al calcio. Partecipa a progetti di beneficenza, tiene conferenze e fa regolarmente la sua presenza al Bernabéu in occasione delle partite importanti del Real Madrid. La sua leggenda nel club è ormai consolidata, ed è una delle figure a cui le generazioni di soci continuano a fare riferimento quando si parla di portieri madridisti.
Da ricordare
- Iker Casillas, nato il 20 maggio 1981 a Móstoles, è entrato a far parte del vivaio del Real Madrid all’età di nove anni, nel 1990.
- Ha esordito in prima squadra il 12 settembre 1999, all’età di 18 anni, contro l’Athletic Bilbao.
- Il suo palmares con il Real: 5 campionati di Liga, 3 Champions League (2000, 2002, 2014), 2 Coppe di Spagna, 725 partite ufficiali in 16 stagioni.
- Nel 2010 è diventato capitano del Real Madrid, dopo l'addio di Raúl.
- Con la Spagna ha vinto tre trofei internazionali consecutivi: Euro 2008, Coppa del Mondo 2010 ed Euro 2012, in qualità di capitano della Roja.
- Nel 2015 lascia il Real Madrid per passare al FC Porto, dove disputa 156 partite in quattro stagioni.
- Dopo aver subito un infarto il 1° maggio 2019, è andato ufficialmente in pensione il 4 agosto 2020.
Per approfondire
La storia di Casillas si inserisce in due decenni d’oro del Real Madrid. Per approfondire altri aspetti, vi consigliamo i nostri approfondimenti su Raúl, l’altro capitano eterno, sui Galacticos di Florentino Pérez con cui ha condiviso lo spogliatoio, su La Fábrica che lo ha formato e sulla storia completa del Real Madrid per contestualizzare il suo passaggio nella grande avventura madridista.
Domande frequenti
Quante partite ha disputato Iker Casillas con il Real Madrid?
Iker Casillas ha disputato 725 partite ufficiali in tutte le competizioni con il Real Madrid tra il 1999 e il 2015, ovvero 16 stagioni in prima squadra. Un totale che lo colloca tra i giocatori con più presenze nella storia del club.
Quante Champions League ha vinto Casillas?
Iker Casillas ha vinto tre Champions League con il Real Madrid: nel 2000 contro il Valencia, nel 2002 contro il Bayer Leverkusen e nel 2014 contro l’Atlético Madrid. La «Décima» del 2014 ha posto fine a un’attesa durata dodici anni per il club madrileno.
Qual è il palmares internazionale di Iker Casillas?
Con la Spagna, Casillas ha vinto tre trofei consecutivi: gli Europei del 2008, i Mondiali del 2010 e gli Europei del 2012, in qualità di capitano della Roja. Conclude la sua carriera in nazionale con 167 presenze, uno dei record più alti nella storia della Spagna.
Perché Casillas ha lasciato il Real Madrid nel 2015?
Il suo rapporto con l'allenatore José Mourinho si era deteriorato a partire dalla stagione 2012-2013, e la concorrenza con Diego López e poi con Keylor Navas aveva messo a rischio il suo posto da titolare. Rilasciato dal club all'età di 34 anni, nell'estate del 2015 è approdato al FC Porto.
Perché Iker Casillas si è ritirato?
Il 1° maggio 2019, Casillas è stato colpito da un infarto miocardico acuto durante un allenamento con l'FC Porto. Dopo oltre un anno di tentativi di tornare in campo, il 4 agosto 2020, all'età di 39 anni, ha annunciato ufficialmente il suo ritiro dal calcio professionistico.
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